Maestra Libera

Libera 1Maestra Libera? Presente!

Per sempre! 

Alcuni amici se ne vanno d’un tratto. Morti inattese. Qualcun altro ti chiama e ti informa, in genere al telefono, forse per evitare di guardarti negli occhi in quel istante insopportabile. Ascolti ma non senti, incredulo balbetti due parole di circostanza di cui ti pentirai in futuro. Resti a bocca aperta, con una smorfia di sorpresa e di dolore, metti una maschera che ti protegga, ma in fondo nemmeno tanto. Tutto cambia. Tu sei vivo. Lui è morto. E il mondo va avanti.

Libera no. Libera è una persona, una donna, che resterà a lungo con noi. Le sorelle, i nipoti e i nipotini la ricorderanno con un amore intimo e tenero. Sarà il dolce ricordo della sorella maggiore, della zia saggia ma non per questo pedante. Il ricordo del privato di Libera è affidato ai suoi cari. Siamo certi che lo coltiveranno come un fiore, che durerà per tutta la loro vita.

La presidente Maria Libera Santato descriveva la sua tanto amata associazione: “Noi veniamo qui per prenderci cura l’uno dell’altro. Ci incontriamo tutti i mercoledì e, se arriva qualcuno con la faccia stanca, non passa inosservato. Un altro gli chiede come sta e cosa gli è successo durante la settimana. Qui non si cerca la fredda programmazione di progetti luccicanti. Però si torna a casa sapendo di non essere soli. Lo spirito dell’associazione è proprio questo. Vale anche per le famiglie che accompagnano le persone del nostro gruppo. Anche il loro viso e i loro occhi sono osservati. In questo clima di attenzione e sostegno reciproci si fanno le attività che il gruppo è in grado di fare, le si rivede di volta in volta secondo le esigenze, le potenzialità fisiche e l’affetto di tutti”.

Maria Libera Santato: “Maestra Libera”, che nome magnifico.

E quanto meritato, quanto voluto. Anche voluto, perché Libera aveva un’anima d’acciaio in un corpo di pettirosso. Libera ha sempre voluto battersi. Lei non si è arresa, mai. Non si è mai adagiata sulla malattia. Per tutta la vita ci ha ammonito – con le parole e con l’esempio – che se c’è una cosa tanto inevitabile quanto la morte questa è la vita.

Scrisse dell’istruzione scolastica nell’amata città di Rovigo. Insegnò con infinito amore per i suoi scolari e, nello stesso tempo, con uno sforzo rigoroso nella ricerca dei documenti storici e della loro interpretazione.

Pensava alla forza che è nell’universo, che fa muovere la terra, che fa crescere il minuto filo d’erba e la quercia maestosa. Dentro di lei c’era la stessa forza di una quercia secolare. E la stessa dolcezza di un piccolo filo d’erba, sferzato dal vento, piegato, vivo nonostante tutto.

Libera 1

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