Lettera all’amico Elfrino

Elfrino FrancoCiao Natalina, ciao Lara, ciao Loris e Laura, avremmo dovuto e voluto raccontare molto di più della tenacia di Elfrino che, nonostante le gravi difficoltà, continuava a venire agli incontri del mercoledì con la volontà di chi ha capito che stare insieme è bello. Lo scriviamo ora, nel silenzio della notte. Elfrino voleva esserci e non temeva di mostrare il suo disagio. Anzi, al contrario, si applicava al “tai chi” da seduto e al canto con il filo di voce che gli era rimasto, così esprimeva la sua gioia di esserci, di essere insieme ai suoi amici. Vogliamo dire a voi, i suoi cari, che quello che eravamo prima l’uno per l’altro, lo siamo ancora. Elfrino è ancora il nostro amico e noi siamo gli amici suoi. Elfrino è uno di noi e, come lui, non vogliamo che qualcuno cambi il tono della voce quando ci parla, non vogliamo che assuma un’aria solenne o triste. Vogliamo continuare a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacciono quando siamo insieme. Elfrino non è lontano, è solo dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. È andato avanti, ci aspetta per aiutarci quando sarà il momento e ci rassicura che va tutto bene. Cara Natalina, cara Lara, cari Loris e Laura, piangete il giusto, il pianto è una liberazione, ma poi asciugate le vostre lacrime e sorridete: Elfrino è in pace. Ciao Elfrino!

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