Il Parkinson Giovanile

Riceviamo e con piacere pubblichiamo il seguente articolo di Tony Marra, amico di lunga data.

Tony MarraNel mio ruolo di presidente di Parkinson Italia ho modo di incontrare diverse Associazioni di Parkinsoniani e noto le difficoltà che ci accomunano , una per tutte è rappresentata dal “ricambio generazionale”, tant’è che autorevoli esponenti del mondo Parkinson stanno mettendo in serio dubbio l’esistenza del “Parkinson giovanile” . “Dove stanno?” si chiede qualcuno, e se non li vedo debbo pensare che non esistono! Che si tratti di fantasia non suffragata da numeri e fatti certi?

Basterebbe scorrere con un pizzico di curiosità le righe delle varie comunity (ce ne sono fin troppe) o anche solo guardarsi attorno (abbiamo una spiccata sensibilità nel notare le bradicinesie o il tremore o ancora la postura dei nostri “colleghi”) per avere la conferma che i giovani parkinsoniani ci sono, esistono e faticano né più né meno come qualsiasi altra persona malata di Parkinson.

Anzi, oserei dire che faticano il doppio se si considera l’età lavorativa con quanto essa comporta, la presenza di figli in seno alla famiglia, il segnale di una comprensibile vergogna, la vita sociale condizionata dai sintomi che piano piano si fanno strada occupando terreno vitale e riducendo la vita sociale.

C’è una risposta a questo dramma (perché di “dramma” vero si tratta) ed è l’associazionismo. Il discreto ritrovarsi e condividere le difficoltà consente di fare tesoro delle esperienze già vissute da alcuni ma anche scoprire che non si è soli. Non è necessaria alcuna forma burocratica, è necessario fare il primo passo per entrare in quella stanza. Poi, il resto, verrà da sé. Ti aspetto.

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